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In una società progredita come la nostra, lo sviluppo culturale, scientifico e tecnologico in concorso con un'adeguata formazione civica, rappresenta, certamente, un aspetto centrale per il benessere collettivo, inteso anche come superamento delle varie situazioni di disagio sociale, e, non di meno, per il rilancio dell'economia del nostro Paese. In un simile cotesto, appare fondamentale che il tutto sia contornato e sorretto da quegli aspetti fondamentali, intesi come principi e valori, che risultano alla base di una società "sana". Tra essi rientrano quelli di giustizia, solidarietà, anche economica, contrasto all'emarginazione sociale, rispetto dell'ambiente, promozione della cultura e tutela del decoro urbano.

Dunque, ne consegue che l'attività di valorizzazione di ingegni attuativi dei predetti principi e valori risulta qualificabile come un dovere sociale ed assume il ruolo di vera e propria funzione di utilità collettiva. Ciò, a maggior ragione, se questi ultimi risultano hi-tech e caratterizzati da un elevato grado di eco-compatibilità, nonché risolutivi di una specifica problematica sociale, o, comunque, tendano alla rimozione delle condizioni di vulnerabilità in cui versano determinate categorie di persone. 

Di qui, si comprende, facilmente, come un simile contesto rappresenti una concreta risposta alle tante problematiche socio-economiche che affliggono il nostro Paese, visti i diversi e strategici settori sui quali è possibile intervenire in tal modo: assistenza sociale, promozione della formazione e della cultura, accrescimento dell' occupazione, contrasto all'inquinamento, tutela e conservazione del patrimonio culturale e paesaggistico, proghesso della società e, di conseguenza, miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini.  

Pertanto, risulta necessario riservare alla succitata tipologia di ingegni un apposito spazio di sviluppo che prende il nome di TecnoPoloItalia: ossia, un importante centro di servizi sociali e formativi per la prototipazione, che vuole rappresentare, altresì, una risposta anche alla problematica della c.d. "fuga dei cervelloni".

Invero, con l'attuazione del progetto, in parola, chiunque voglia trasformare la propria invenzione (nel rispetto delle leggi vigenti e purché la stessa risulti conforme ai canoni di selezione ed indirizzo previsti) in un prodotto finito da immettere sul mercato, per scopi d'impresa o privati o non lucrativi, può farlo, con adeguati strumenti e risorse, restando in Italia e contribuendo al progresso culturale, tecnologico e scientifico del nostro Paese, senza dover necessariamente dirigersi all'estero.

In particolare, all'ideatore del prototipo selezionato è offerta la possibilità, alle condizioni predeterminate, di accedere a tutta una serie di servizi (erogati attraverso l'impiego di personale altamente qualificato ed in partnership con altri enti) quali:

- tutoraggio e formazione, ai fini dell'accrescimento delle conoscenze tecnico-scientifiche;

- servizi logistico-organizzativi, indispensabili per la realizzazione, promozione ed immissione sul mercato del prototipo e per la tutela dei diritti patrimoniali e morali;

accesso alla filiera di supporto alla prototipazione ed alla finale immissione sul mercato dell'ingegno e, quindi, al TecnoPoloItalia;

assistenza alla persona, sul posto o a domicilio, qualora l'inventore risulti affetto da disabilità (supporto LIS, supporto psicologico o morale, aiuto nelle attività di vita quotidiana, ecc..).

Infine, tra le ulteriori caratteristicahe che rendono l'iniziativa TecnoPoloItalia unica nel suo genere, ricordiamo:

- attuazione di uno speciale programma di collaborazione con l'ideatore del prototipo (o del relativo progetto) selezionato, consistente, in particolare, nella partecipazione a processi di sviluppo delle conoscenze e capacità (know-how, lifelong learnig, l'aggiornamento costante, capitalizzazione delle conoscenze, meeting, seminari, confronti costruttivi, ecc..), nell'ambito tecnico-scientifico ed in altri settori,

- possibilità, per quest'ultimo, di fruire di una particolare scontistica, in ragione della fascia di reddito di appartenenza.

"Tutti devono poter esercitare il proprio diritto di concorrere al progresso culturale, scientifico e tecnologico della società, in base alle proprie capacità." 

Dario Curti